UN TUFFO NEL PASSATO, IL GENNAIO 2018 DI STEFANO

Il primo giorno di questo anno, esattamente a mezzanotte ed un minuto, ero sperso nel deserto di Jasailmer in India, nella regione del Rajastan.
Ero in pace col mondo e con le persone che erano presenti in quella notte così assurda quanto semplicemente unica.
Con noi Lara, una ragazza Turca in gamba, particolarmente dentro il suo bellissimo mondo.
Come ho scritto nel libro:
“Non so se riesco a spiegare con le parole le emozioni che librano nell’aria, da lontano vedo Lara sulla sabbia, il sole se n’è andato. Lei è li seduta e non voglio disturbarla, mi siedo a due metri di distanza.
“puoi anche avvicinarti, mica mordo.”
“Non volevo interrompere la tua conversazione.”
“Ma se non parlavo.”
“Come no, stai fissando la luna, si vede che state comunicando.”
“Non pensavo tu te ne accorgessi, di solito nessuno lo fa. Si, le stavo confidando che, anche se so che tra poco non vedrò più nessuno di voi, non mi sento sola come ad Istanbul. È da qualche mese che viaggio in India per i cavoli miei e a parte qualche storiella qua e la, non mi sono mai sentita sola.”
“Se ti sintonizzi bene questa terra è magica. Ti da tutto quello di cui hai bisogno.”
Adesso mi avvicino e senza pensarci due volte la stringo al petto. Per la prima volta nella mia vita non penso minimamente a baciarla.
È un abbraccio sincero, come a dire siamo tutti fratelli, siamo tutti granelli di sabbia ed insieme possiamo costruire un castello, così se l’onda arriva non ci porta via.”

Nove persone unite dalla voglia di mettersi in gioco, anche solo per una vacanza.
I giorni successivi, girovaghiamo con la carovana tra città illuminate da una luce propria, un’energia così diversa da quella che ero abituato a vivere.
Il tempo in India scandisce una sinfonia diversa. Mi ha dato la possibilità di connettermi alla madre terra e di viverla come mai prima di allora. Semplicemente perché l’India è un mondo a parte nella Terra, come se la vita quotidiana la si vivesse in un altra dimensione. Una volta valicati i confini Indiani si torna alla normalità.

Intorno al 20 Gennaio, l’incontro con un uomo che per me ha significato tantissimo: Folco Terzani, con il quale ho instaurato un bellissimo rapporto senza filtri.

Quando ho voglia gli scrivo e trovo sempre quello di cui ho bisogno dalle sue risposte. È stato una grande fonte di ispirazione, in quei giorni chiuso in Mokhita sulle coste siciliane.
Io e la brezza marina che mi bisbigliava tra i capelli pieni di salsedine.
Mi immergevo tra le pagine di “A piedi nudi sulla terra”. Tornavo in India e scrivevo, ho scritto veramente tanto.
Scrivendo rivivevo tutte le emozioni del momento, così che tutti voi possiate adesso emozionarvi dai miei racconti, che nient’altro sono che energia, quella buona, quella che arriva dritta al cuore per comunicarti qualcosa.
Quel qualcosa poi lo potrai ritrovare dentro te stesso.!

Questo è il primo regalino. Cosa ne pensate? Sono riuscito ad emozionarvi così come mi sono emozionato io questa notte sul ponte della nave immerso tra le pagine del libro?

Grazie di darmi questa meravigliosa opportunità.
Immensamente grato.

Ste.

Stefano Lotumolo
In viaggio dal 2015, con l'obbiettivo di stare in contatto col mondo.
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