RUBRICA MOKHITA: ANDREA IN “LE CENERI DELLA ROTTA BALCANICA”

Ho conosciuto Andrea Mignogna qua ad Olbia, durante la presentazione deL libro “ITS ALL ABOUT LOVE” era al mio fianco in veste di mediatore.

Fin da subito ho percepito in lui qualcosa di forte a livello umano, un ragazzo di 28 anni con già un grandissimo trascorso alle spalle. Nato con la macchina fotografica tra le mani, nel corso della sua crescita si è trovato di fronte ad un bisogno di verità:

A “Ho sentito il bisogno di rendere tangibile quello che stava accadendo intorno a me, dato che a metà Novembre 2016 non riuscivo più a trovare notizie su quello che era rimasto della Rotta Balcanica, ovvero il collegamento terrestre tra il Medio Oriente e l’Europa.”

S “Non trovando più informazioni, cosa hai deciso di fare?”

A “Avevo qualche risparmio nel mio salvadanaio, quindi l’unica cosa che mi sono sentito di fare è stato comprare un biglietto passaggio ponte sul traghetto per Genova e da li ho iniziato a cercare quante più informazioni possibili sulla Rotta Balcanica in “Continente”, inteso come la penisola italiana, come si usa dire qua in Sardegna, per poi arrivare sino ad Atene via terra.”

S “Che tipologia di viaggio è stato arrivare fino ad Atene?”

A “Non avevo programmi, ho vissuto giorno per giorno, provando ad organizzare al meglio quello che poi si rivelerà un passaggio fondamentale della mia vita.”

S “Chi era Andrea prima di questo passaggio? La vita ha sempre dei bivi, sta a noi scegliere la rotta della nostra felicità.”

A “Un fotografo come tanti altri che viveva di quello e si era infossato nella fotografia commerciale. Questo non mi rendeva una persona completa. Son stato spinto dalla necessità di andare a vedere ed eventualmente documentare con i miei occhi ciò che  stava accadendo in quella parte di mondo. Non so bene come mai, ma ho sentito che quella, in quel determinato momento della mia vita, era semplicemente la mia strada. Di solito scegliamo con una base di razionalità, mentre per me, che non avevo collegamenti reali con quella fetta di mondo, è stato più un richiamo viscerale.”

S “Siamo arrivati ad Atene, la fine del viaggio programmato. Adesso lascio spazio a te per invogliare i nostri amici alla tua lettura. Dovete sapere che Andrea ha scritto un libro per divulgare e far conoscere la reale situazione della “vita di Frontiera”.

A “Prima di arrivare a pensare al libro, ho fatto tutto questo per saziare la mia voglia di conoscenza. Avevo bisogno di un’avventura che mi portasse in un mondo completamente diverso da quello che era stata la mia vita fino ad allora.

Atene è stato un punto chiave. Doveva essere la fine del viaggio, il traguardo finale. Al contrario da li è iniziata a sorgere in me una consapevolezza diversa di quello che stavo portando avanti. Sono partito come un semplice viaggiatore, ma dopo decine di interviste e svariate esperienze, dai primi incontri istituzionali al disastro umanitario di Belgrado, ho capito che un mese e mezzo non era abbastanza.”

Qui abbiamo qualche fotografia scattata a Belgrado:

Non voglio spoilerare troppo. Da Atene ho preso il primo aereo disponibile per Sofia, in Bulgaria e da li ho percorso la parte Orientale della Rotta Balcanica fino a Berlino, fermandomi per quasi un mese a Budapest. Finalmente avevo pieno controllo di quello che stavo portando avanti. Nella capitale Ungherese sono riuscito ad incontrare ed intervistare il portavoce del primo ministro.”

Altri frame del dopo Atene.

S “Ricapitolando, se tu avessi seguito la tua razionalità, non saremmo stati qua a parlare questa mattina di fine Dicembre 2018. Hai inconsciamente attivato quelle energie che, una volta dentro un TUO percorso se pur irrazionale, ti mettono in condizione di portare avanti avventure fuori dall’ordinario. Ricordo che mi hai raccontato, durante la nostra conoscenza, che miracolosamente hai avuto la straordinaria opportunità di collaborare direttamente con l’UNHCR, spiegaci come è stato possibile.”

A “Scrissi una semplice mail al coordinatore degli uffici stampa del centro europa per avere qualche informazione sull’argomento a me completamente ignoto. Ero da poco partito per questo viaggio fuori e dentro me. Dopo pochi minuti ricevetti la telefonata dal Coordinatore di tutti gli uffici stampa, esattamente la persona alla quale avevo scritto la mail. Non avrei mai pensato di ricevere una risposta, figuratevi che quando ho ricevuto la chiamata, credevo fosse uno scherzo e per poco non chiudo la conversazione.”

S “Come dico sempre, il caso non esiste. Se creiamo movimento verso una determinata direzione le cose “magicamente” accadono. Quindi, non diciamo altro a riguardo, chi ha voglia di farsi un bel viaggio con Andrea qua il link per acquistare il libro.

Sono sicuro che molti di voi starete pensando, ma come mai promuovi altri libri durante le tue presentazioni? Anche questo si chiama condivisione e Andrea ha realmente una storia che vale la pena di essere conosciuta.

Cosa vuoi dirci come messaggio personale in questa tua ultima battuta?”

A “Questa esperienza mi ha insegnato che dobbiamo credere nel nostro istinto, andando oltre alla bolla del nostro seminato. Vi riporto esattamente la dedica del libro, voglio chiudere così questa interessante chiacchierata. Grazie a tutti per aver speso qualche minuto per questa storia.

Dedicato a tutti coloro che non ce l’hanno fatta, ai tanti che nella speranza di salvarsi hanno trovato la morte, ai troppi che nel vedere un rifugiato vedono un nemico.

Qua il link per connettersi ad Andrea: fiatosprecato.com

Stefano Lotumolo
In viaggio dal 2015, con l'obbiettivo di stare in contatto col mondo.
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