Il Villaggio della Speranza

Il progetto

L’idea del progetto “Villaggio della Speranza” è nata nell’anno 2000. Il progetto che si stà realizzando nella regione di Dodoma a 7 km dalla città, che è la capitale politica della Tanzania, vuole essere una piccola risposta ad una delle più grandi sfide di questi tempi in Tanzania: quella dell’AIDS. Si è osservato che gli orfani affetti da HIV sono il più della volte abbandonati in situazioni di denutrizione, malattia e solitudine. La maggior parte di questi bimbi muore a causa della loro etichetta di sieropositività e per la paura di essere fonte di contagio per gli altri parenti. Il nostro progetto si propone di dare rimedio a questa situazione, nella speranza che possa servire da modello nella Regione di Dodoma ed in tutto il paese della Tanzania. Questo progetto, sinteticamente, si muove su tre piani di intervento: due si svolgono all’interno del Villaggio ed un terzo al di fuori di esso.

Ass. Impruneta-Africa

La storia

L’ Ass. ONLUS Impruneta-Africa è stata costituita ufficialmente con atto notarile nel febbraio 2006. Nasce dalla volontà di alcuni giovani e meno giovani imprunetini, che a partire dall’anno 2000 hanno conosciuto, collaborato e in piccole parti contribuito a realizzare il progetto del Villaggio della Speranza. La volontà di collaborare a questo progetto, per fare qualcosa di concreto verso coloro che hanno più bisogno, per coloro che vivono in un paese fra i più poveri del mondo, si innesta su una precedente positiva esperienza nata nei primi anni ’80. Tale esperienza ebbe, come animatori principali, Don Giulio Staccioli, Giovanna e Manrico Gabriele, Marcello Cherici , Marcello Conti e Galassi Carlo, che con il contributo di altri fecero sì che nascesse il piccolo dispensario di Mikumy, nella regione diMorogoro. A distanza di più di un ventennio è tutt’ora funzionante ed essenziale per quella zona. Il primo intento della nostra associazione è stato quello di portare un aiuto materiale con finanziamenti, manodopera e beni di vario genere che nel corso di questi anni sono serviti alla costruzione delle molte strutture ed al loro funzionamento. Il tutto finalizzato alla migliore accoglienza possibile per gli ormai oltre 150 bambini e ragazzi presenti. Secondo intento, ma non di minore importanza, dare la possibilità a più persone del nostro territorio di poter conoscere, collaborare, visitare, essere parte di un progetto ambizioso, difficile, importante, di grande e concreto impatto, tangibile, e dove tutti, nessuno escluso, si possa riconoscere e sentire parte integrante.

Il pensiero di Stefano Lotumolo

Per cambiare il mondo serve che qualcuno, anche piccolo, abbia il coraggio di incominciare.

Cosí hanno fatto Suor Rosaria e Don Vincenzo quando nell’agosto del 2002 hanno iniziato.
Tante persone li scoraggiavano dicendo che gli ammalati erano troppi, i costi insostenibili e che non ne valeva la pena, perchè sarebbero morti comunque.
Adesso i bambini nel VILLAGGIO DELLA SPERANZA sono 170 e più di 2500 le persone affette da HIV a cui viene prestata assistenza medica.

Per quanto mi riguarda, sono due anni che collaboriamo, e finalmente la scorsa settimana sono riuscito a toccare con mano la bellezza di questo posto…
Appena entri senti già che sei in un luogo particolare, meraviglioso…
I bambini che ti saltano al collo, curiosano e ti fanno subito sentire parte di quella grande famiglia.
Giochi, risate e pianti, un gran mix di emozioni che ti prende e ti fa subito pensare a quanto sia sbagliato il sistema in cui sono cresciuto, quantomeno a quante cose inutili sono stato attaccato ed ho richiesto ai miei genitori durante la mia crescita, e loro per farmi sempre sentire integrato nel sistema dell’apparenza, ci hanno sempre accontentato, me e le mie tre sorelle, facendo salti mortali per non farci mancare IL TROPPO..

Nel villaggio non c’è il troppo, c’è l’essenziale, i bambini crescono aiutandosi a vicenda e proteggendosi. Mi sono sentito piccolo piccolo pensando a quante cose avrei potuto condividere con loro.

Durante il primo giorno, mi sono spostato nel dispensario, ovvero dove ci sono i bambini più piccoli.
Non avevo idea di quello che mi stesse aspettando. Entro e mi vedo 15 bambini piccolissimi, neonati fino ad un anno circa.. ovviamente senza genitori e malati di HIV.
Inizio a dare da mangiare ad uno di loro che piangeva, le donne addette appena possono te li danno in braccio e si occupano di un altro. Lo osservo e penso a cosa lo sta per attendere e mi si crea un vuoto dentro indescrivibile.
Io che appena non vedevo la mia mamma piangevo, non volevo stare con nessuno se non con lei, e loro che non sapevano neanche chi fosse la loro.
Resto li e dopo un pò mi viene dato un altro bambino, Alberto. Penso avesse si e no un paio di settimane..
il mio cuore si è stretto sempre di più e mi è arrivato in gola. La testa ha incominciato ad abbandonarmi. Onestamente ti fai mille domande su tutto e non riesci a trovare risposte.
Ce l’ho fatta, sono rimasto li e l’ho allattato e cambiato.. e lui mi guardava beato, contento di ricevere quelle poche attenzioni ed ignaro di tutto.
A cena non avevo fame, poi parlando con le ragazze gia volontarie da un mesetto, sono entrato nella concezione che loro nonostante tutto, avevano moltissime sorelle e fratelli e che si sarebbero fatti forza l’un l’altro..

Grazie ancora a chiunque sia passato, collabora o lo farà con questa bellissima realtà. Sono onorato di dare il mio piccolo contributo quando posso, e di permettere ad altri di conoscerla.

Per informazioni

web web.mapesystem.site/imprunetafrica.it/
e-mail amicivillaggio@imprunetafrica.it
Stefano Torrini imprunetafrica.onlus@yahoo.it
Sabrina Falciani 3487967117
Alessia Lupino 3477738856
Cristiana Melillo 3384319987
Mauro Poggi 3486001927