Arrivati con un doppio night bus da Luang Prabang (clicca qui per vedere il reportage di Luang Prabang), avevamo già alcune info sul come muoverci. Pakse non si presenta troppo bene, molti edifici vecchi e tanta polvere. Forse eravamo stanchi dal doppio viaggio notturno. Fatto sta che per noi è stata la nostra base per muoverci in lungo e in largo nei vari loop che partono proprio da questa cittadina. Il primo giorno ci perdiamo a camminare in un piccolo villaggio appena attraversato il Mekong.

L’aria è leggera, scatto qualche immagine e poi veniamo attratti in questo tempio. Entriamo in punta di piedi. Noto dei monaci che stanno costruendo un’altra struttura e mi avvicino.

Non riesco a comunicare molto, ma i ragazzi sono entusiasti di avermi in visita. Gli prometto che appena rientrato in camera gli avrei mandato le immagini e così è stato. Non so chi tra me e loro era più felice. Rientrando nel nostro hotel, 6 euro a notte in pieno centro, notiamo 3 ragazzini pescare in una zona non proprio pulitissima. E poi la Ludo.

La sera alle 18, dopo esserci puntualmente prenotati lo scooter dall’affidabilissima Miss Noy, un’istituzione a Pakse per il noleggio, il marito Yive ci ha parlato per un’ora delle varie cose da vedere nei giorni successivi. Ogni sera molti Backpacker si riuniscono per dare il via così alla bellissima avventura in giro per il sud del Laos in motorino.

Abbiamo condiviso questi giorni con una simpatica coppia abruzzese, Gianluca e Federica che salutiamo.

Il nostro loop parte come sempre con calma. Dopo colazione ci dirigiamo verso la piantagione di caffè di Mister Wang, ma quando arriviamo scopriamo che non sono possibili le visite guidate perché Mister Wang è a Pakse per delle commissioni. Bene, questo segnale ci spinge a raggiungere Tad Loh prima del tramonto. Non prima di una sosta obbligata cambio gomma dei nostri compagni di avventura e relativo pranzo. Io mi incammino tra le case ed incontro loro.

Una vita segnata dalle fatiche e sempre quella luce negli occhi. Bellissimi.

Tad in Laotiano significa cascata. Yive ha detto che rimarremo molto stupiti da questo piccolo villaggetto. Tad Loh. Voi cosa ne pensate??

E non potevamo non far volare il nostro fido Eddy.

Tutta questa meraviglia in una pace immensa. Inoltre alle 16:30, in maniera totalmente gratuita, tutti i giorni i due elefanti del Lodge si fanno la doccia al fiume. Anche questa era una cosa che avevamo appreso da Yive in maniera rapida. In pratica mi sono ritrovato in acqua con due reflex ed una proboscide di elefante in faccia. Un’emozione unica per la spontaneità del momento.

Ciliegina sulla torta, i pancake della Mama del villaggio. Una delizia. Una crêpes grande quanto una pizza. Buonissimi.

Siamo rimasti in questo luogo fantastico soltanto per due tramonti.

Da li abbiamo raggiunto rapidamente anche il villaggio Katu di Ban Kok Phoun Tai. Un villaggio strano in cui ho percepito un’energia molto particolare. A tratti molto scura.

In pratica le bambine a 14 anni possono finire in spose anche a uomini di 45. Che tristezza sentire ancora queste storie e passare senza aver la possibilità di fare niente per fermare tutto ciò.

Inoltre tutti fumano tabacco da questa specie di bong. Abbiamo visto bambine giovanissime spipettare liberamente in giro per il villaggio. Ed abbiamo visto anche molti bambini sorridenti giocare.

Ripeto, mia sensazione, ma l’energia presente proprio non mi è piaciuta.

L’ultimo giorno di racconto della prima parte del Sud del Laos lo chiudiamo con altre due meraviglie della natura. La prima è la cascata di Tad Tayicsua. Da rimanere senza parole e con tanta gratitudine a fior di pelle.

Parlando con un viaggiatore fermato nel tragitto per arrivare, ce ne sono pochi a dire il vero per uno spettacolo di questa portata, siamo venuti a conoscenza di altre cascate, molto più piccole, ma nelle quali avremo potuto fare tranquillamente il bagno. Appena arrivati ci siamo totalmente abbandonati alla natura camminando tra le rocce ed immergendoci nella fresca acqua, baciati da un sole caldissimo.

ANCORA PACE. TOTALE RELAX. Più viaggiamo e più capiamo che moltissime risposte per la nostra serenità interiore le si possono trovare quando si è totalmente immersi nella natura e si è proiettati solamente al momento presente, senza pensare troppo ai futuri impegni. Credo proprio che sarebbe necessario e fondamentale per moltissimi occidentali vivere momenti in cui i pensieri futuri vengono domani.

Ancora una volta siamo alla fine del racconto, di questa prima parte della nostra avventura nel sud del Laos.

Spero che le immagini siano state di vostro gradimento, come sempre la condivisione dell’articolo spontanea è ben accetta. 🙂 anche su whatsapp agli amici va bene eh.

Queste le immagini che sento particolarmente mie. Vediamo quali ritroverete nelle mostre fotografiche nella stagione 2020.

Ricordo che il formato delle immagini è ridotto per il web.

Vi abbraccio forte. Sono onorato di poter vivere questo percorso insieme.

Mi ringraziate sempre per le condivisioni, ma sono io che ringrazio voi dell’attenzione che ci riservate. Noi cerchiamo soltanto di mostrare il mondo per come lo stiamo vivendo, con i nostri tempi. Al momento quella che vi mostriamo non è altro che la nostra vita, senza finzioni.

Ancora una volta vi ricordo le pagine principali da seguire:

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Ste e Ludo.

Stefano Lotumolo
In viaggio dal 2015, con l'obbiettivo di stare in contatto col mondo.
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