SUL SENTIERO DEL BENE – IL SUD DEL LAOS E LE SUE PERLE – SECONDA PARTE

Eccoci nuovamente per parlare del sud del Laos. Dopo aver finito immersi nella natura, tra le cascate del loop da fare in scooter che parte da Pakse. (clicca qua per la prima parte del racconto) 

Tornati a Pakse per estendere il visto di cinque giorni in modo da trascorrere il Natale nella quiete delle 4000 Islands, abbiamo colto l’occasione per visitare Wat Phu o tempio della Montagna, patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Costruito alle pendici del monte Kao nel decimo secolo d.c. dalla dinastia Kmer e dedicato a Shiva, nel tredicesimo secolo è diventato un tempio Buddhista.

 

Siamo ripartiti il giorno successivo, direzione Attapeu. Attapeu è una regione fuori dai circuiti turistici, ci sono pochissime Guest House e nessuno praticamente parla Inglese. Lo scorso anno c’è stata una grande inondazione causata da un cedimento della diga e sono morte diverse persone. Pare che le dinamiche siano state insabbiate dalle autorità ed anche per questo il turismo non è graditissimo. Non sono sicuro al 100% di queste informazioni, riporto ciò che ci hanno riferito a Pakse. Motivo della nostra visita? Volevamo incontrare le signore della tribù Lawae, quelle con gli espansori alle Orecchie.

Non avevamo molte informazioni, quindi il primo giorno l’ho dedicato alla ricerca e mi sono lasciato perdere nella campagna circostante, tra lo stupore di molti locali e la simpatia dei monaci di un bellissimo tempio. Ed ho goduto di un tramonto meraviglioso a giocare con le ombre dei braccianti.

Con la Ludo, il giorno successivo sapevamo bene o male dove andare, senza ovviamente aver la possibilità di parlare con nessuno. Dopo vari tentativi, persone che ci hanno accompagnato per certi tratti e molti km a respirare polvere nelle bellissime campagne laotiane, siamo arrivati al villaggio. Finalmente eravamo di fronte ad un’altra tradizione ormai alla fine dei suoi tempi, visto che solo poche signore in questa regione hanno ancora gli espansori alle orecchie. Entriamo in una casa ed una di loro era li, proprio davanti a noli. Che bellezza. All’inizio ci hanno accolto con abbracci e balli, erano tutti visibilmente ubriachi. Poi per fortuna ne intravediamo una seconda che ci preleva e ci accoglie in un’altra casa. Ed ecco anche la terza, visibilmente più anziana, senza denti e con segni particolari in faccia.  Qualche parola e qualche scatto, poi, quando hanno iniziato a chiedere continuamente del denaro, siamo saliti in motorino e siamo tornati verso casa, stanchi ed un pochino delusi dall’insistenza. Capisco che sia normale così, in fondo le abbiamo cercate noi, ma senza un traduttore queste escursioni non vengono vissute come dovrebbero.

Tornati alla Guest House ho approfittato della luce del tramonto per visitare un bellissimo monastero.

La mattina successiva raggiungiamo le 4000 Islands, quasi al confine con la Cambodia. Avvolti dall’energia del Mekong, abbiamo passato giornate in totale relax tra passeggiate in bicicletta e chiacchierate con Alberto, un caro amico che ho conosciuto qualche anno fa in Nepal e con il quale avevo condiviso delle settimane in viaggio. Ricordi che ogni volta che torneranno alla memoria ci faranno sempre sorridere.

Poi la notte, il cielo brulicava immensamente di stelle.

E’ stato un Natale all’insegna della semplicità ed anche dalla nostra amata Tanzania sono arrivati i più sinceri auguri.

E noi ci siamo regalati una visitina in India a Febbraio. Il viaggio continua.

Questo è l’ultimo articolo inerente al Laos. Grazie per viaggiare con noi ed emozionarvi con i nostri racconti. Spero che le immagini siano state di vostro gradimento, come sempre la condivisione dell’articolo spontanea è ben accetta. 🙂

Queste le fotografie che sento particolarmente mie. Vediamo quali ritroverete nelle mostre fotografiche nella stagione 2020.

Ricordo che il formato delle immagini è ridotto per il web.

Ancora una volta le pagine principali da seguire:

https://www.instagram.com/stefanolotumoloofficial/

https://www.facebook.com/stefanolotumoloofficial/

Ste e Ludo.

Stefano Lotumolo
In viaggio dal 2015, con l'obbiettivo di stare in contatto col mondo.
Share
This

Post a comment