Il nord del Vietnam, al confine con la Cina, a nostro avviso è un paradiso terrestre. In quelle terre vivono prevalentemente famiglie H’Mong, interi nuclei famigliari sempre sorridenti, nonostante sia stato molto difficile se non impossibile comunicare con loro.

Siamo arrivati ad Ha Giang in piena notte con un bus da Hanoi.

Arrivati in Hostel i ragazzi sono stati gentilissimi a concederci un letto per riposare fino al mattino seguente. Dopodiché noleggiamo uno scooter sempre con loro e dopo esserci liberati di uno zaino per non essere troppo ingombranti, dovete sapere che la mia attrezzatura fotografica pesa più di 10 kg e la Ludo si è presa la briga di tenerla durante le ore di guida, prendiamo la mappa e partiamo.

Partiamo con calma, il primo giorno decidiamo di prenderlo per ambientarci, quindi guidiamo tra nebbia e qualche goccia di pioggia, in un clima molto ostile per raggiungere una cittadina a 90 km da Ha Giang, nel bel mezzo del meraviglioso loop, Yen Minh. Il giorno seguente iniziamo ad esplorare e ci troviamo catapultati in un mondo incredibile, fatto di sorrisi e gentilezza.

Questa ultima signora incontrata all’uscita di un piccolo villaggio porta sulla faccia i segni di una vita vissuta, trovo le sue rughe facciali stupende. Voleva troppo parlare con noi ed anche se i nostri linguaggi erano incomprensibili l’un l’altro, dall’emozione la Ludo si è sentita di abbracciarla.

Continuando tra i vari tornanti, salite e discese del loop e ci imbattiamo in queste bambine vestite di tutto conto. I H’Mong usano questi vestiti per cerimonie e queste signorine si erano piazzate in un luogo in cui molti turisti si fermano per farsi le foto con loro. Senza però chiedere soldi o niente.

Proseguendo senza un meta precisa, controlliamo google maps e ci troviamo a 20 km dal border con la Cina. Ancora il Corona Virus non era esploso come adesso. Notiamo che le persone erano dentro i preparativi di un matrimonio e nonostante ciò ci invitavano nelle case per mostrarci tutto quello che stavano facendo. Tutte le volte provando ad offrirmi un bicchierino di distillato molto forte. Dopo il secondo iniziai a rifiutare, già le curve erano molte e non volevo finire per drizzarle.

Quella che vedete dal drone è l’unica strada che porta direttamente in Cina. Ci siamo fermati ad osservare queste bambine giocare nel fango, come facevamo noi da piccoli, che ricordi. A mio parere le nuove generazioni, con genitori troppo preoccupati, purtroppo non si concedono più queste meraviglie. Al contrario rovinano la mente dei piccoli lasciandoli sempre al telefono o iPad per farli stare buoni.

In una delle ultime fotografie, il palazzo reale H’Mong. Ci siamo fermati perché eravamo di strada. Onestamente è una casa in legno tutta dismessa e senza grandi descrizioni intorno per permettere al visitatore di immaginarsi la vita che fu. Finiamo la giornata in un’altro paesino immerso tra le montagne, Dong Van.

La mattina seguente decidiamo di farci accompagnare da un ragazzo del luogo, che riusciva a parlare qualche parola di inglese, in modo da poter provare a creare un maggiore contatto con le famiglie. Ma il suo livello di inglese non era tale da permetterci un dialogo vero e proprio. Sarà per la prossima volta.

Onestamente, vedere persone così anziane lavorare con quei sorrisi e con quei pesi sulle spalle, con tutta quella grinta mi ha fatto sorridere. Noi che nel nostro mondo occidentale abbiamo tante agevolazioni e che puntualmente vogliamo sempre di più, noi che mano a mano stiamo dando sempre meno importanza a tutta la bellezza che possediamo, sanità, pensioni, tanta roba. Qua non esistono pensioni e si lavora finchè si può. Quando non si può più ci si deve arrangiare.

Queste esperienze insegnano sempre lezioni di vita fondamentali per la crescita personale.

Una nota dolente a mio avviso dell’Asia è il trattamento che viene riservato agli animali. Se poi però pensiamo ai nostri allevamenti intensivi e giù dicendo…..

Terminiamo questa prima parte di racconto con queste ultime immagini. La bambina vestita con abiti tipici stava tornando a piedi da un matrimonio. Era veramente molto timida. Che dolce.

Che dire, sono sicuro che il turismo per i prossimi anni non ruscirà a rovinare questa meraviglia.

Quindi vi consigliamo di vivervi questa esperienza incredibile visitando il nord del Vietnam.

Come sempre la foto che ho scelto per le esposizioni.

E come sempre se vi piace il lavoro a voi offerto, condividetelo, con qualsiasi mezzo a voi gradito.

Grazie.

Ste e Ludo.

Stefano Lotumolo
In viaggio dal 2015, con l'obbiettivo di stare in contatto col mondo.
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1 Comments

  1. Cristina

    Meravigliose. È proprio il tuo mestiere. Esprimono emozioni.
    Beata la Ludo ad avere un uomo così. Esposizioni in Toscana? Arezzo? Firenze?
    Siena?

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