Un sito archeologico conosciuto in tutto il mondo, uno dei più visitati. Io ero già passato di qua 5 anni or sono, quando mi avventurai nel mio primo viaggio fuori continente. Uno dei miei migliori amici Dennis aveva aperto una panetteria a Sihanoukville, la città adesso devastata dall’espansione sconsiderata dei Cinesi in Asia e non solo. Con Ludo abbiamo optato per il ticket valido tre giorni, in modo da viverci in parte la magia di quei luoghi. Il biglietto è acquistabile solamente il giorno prima dell’ingresso al Ticket Point che si trova al ridosso di Angkor Wat. Decidiamo di fare le cose con i nostri tempi, ed il primo giorno, nell’orario più caldo, arriviamo al tempio di Angkor in bicicletta. Non è più possibile per gli stranieri noleggiare scooter a Siem Reap.

Oltre alla visita, ne approfittiamo per scattare la seconda sessione di immagini per la collaborazione con WildLing Shoes che ha sede a Berlino.  Vi consiglio vivamente di dare uno sguardo ai loro prodotti che rispettano l’ambiente al 100%.

Per il tramonto ci addentriamo nella zona del Ta Prohm. Dove la natura negli anni si è impossessata dei templi Khmer.

La sera, dopo tanta bellezza, abbiamo guardato sul pc un documentario inerente ai templi. Se volete conoscere maggiori info vi consiglio di collegarvi a questo link in maniera semplice.

La mattina seguente per me sveglia all’alba con Francesco e la sua compagna, un bravo fotografo incontrato proprio a Siem Reap nei giorni precedenti, ma con cui messaggiavo via Instagram da un po. Non mi ha dato molto aspettare il sorgere del Sole immerso in migliaia di altre persone, perciò prima che la divinità si manifestasse, parlo del Sole ovviamente, senza un vero motivo ci siamo spostati al Bayon. Davanti a noi uno spettacolo inaspettato. Molti monaci alle prese con una cerimonia di iniziazione. Ho ringraziato pieno di gratitudine ed ho iniziato a scattare, cercando di disturbare il meno possibile.

Dal primo Gennaio 2020 non si può più salire all’ultimo livello del Bayon, ma resta pur sempre uno spettacolo nella sua unicità.

La Ludo in tutto ciò mi ha raggiunto con molta calma, e dopo un pranzo ed una passeggiata in templi che nessuno considerava, senza pensare ad immortalare i momenti, ci siamo concessi all’energia del sito archeologico. Dopodiché abbiamo raggiunto il Preah Khan, il tempio che più mi è piaciuto. Ci siamo divertiti ad immaginare l’atmosfera del passato ed anche ad immortalare questi monaci simpatici e disponibili.

Visitare con i nostri tempi è stata la decisione migliore che potevamo prendere. In due giorni ci siamo goduti senza fretta le attrazioni più belle del sito archeologico.

Il terzo giorno, non più in bicicletta per problemi al sedere ad entrambi e per merito anche di una preparazione fisica molto scarsa, ci siamo concessi un Tuk Tuk. L’idea era quella di visitare anche una cittadina galleggiante distante una trentina di km, ma anche li, dopo aver saputo che dovevamo spendere altri 20 euro a testa più i soldi per il barchino, abbiamo rinunciato e ci siamo fermati sempre con i nostri tempi in giro, senza stress.

Durante il tramonto, un ultimo regalo che ci ha illuminato gli occhi. Una dichiarazione d’amore sul fiume che passa da Angkor Wat al Bayon.  Questa immagine sarà nelle prossime esposizioni. Insieme a questa con i monaci di fronte ad Angkor. Cosa ne pensate?

Grazie, solamente grazie per tutta questa bellezza.

Grazie della vostra attenzione, se volete condividere  il nostro lavoro ve ne saremo grati.

Ste e Ludo.

Stefano Lotumolo
In viaggio dal 2015, con l'obbiettivo di stare in contatto col mondo.
Share
This

Post a comment