Sono le due di notte e sono nella mia camera. Come è successo in ogni altro cambiamento avvenuto nella mia vita sono qua, tra queste quattro mura che sono da sempre il mio rifugio più sicuro.
Sono alle prese con un’altra trasformazione dettata dal cammino e con la conclusione, avvenuta solo pochi giorni fa, di un capitolo veramente importante della mia vita.
Il libro è in fase di impaginazione e tra pochi giorni andrà in stampa, ma io ormai me ne sono distaccato. Dopo nove mesi passati insieme, dal giorno in cui la Alan Kurdi ha fatto il suo approdo a Olbia portata dal vento pochi giorni prima della partenza, fino a una settimana fa, giorno in cui il libro è ufficialmente passato dalle mie mani a quelle dell’impaginatrice.
Portata dal vento… come dice spesso Mimmo Lucano riferendosi al veliero dei Kurdi che nel 1998 è arrivato sulle coste di Riace, dando di fatto vita alla favola Riace, conosciuta e riconosciuta in tutto il mondo.

Voglio condividere con voi una parte del mio dialogo con Mimmo: queste poche parole sono a mio avviso di una potenza incredibile, e racchiudono in sé le motivazioni che ci spingono giorno dopo giorno a combattere al fianco di chi non è nato dalla parte “giusta” del mondo.

«Sarebbe fondamentale ribaltare completamente la realtà. Il problema è la differenza tra classi sociali, che produce ricchezza e povertà allo stesso tempo e obbliga milioni di esseri umani a intraprendere il viaggio della speranza e della disperazione. Secondo te è normale che ci sia una parte dell’umanità che si muove in business class con la piscina sulle navi, le discoteche e i cibi più sofisticati e un’altra che, al contrario, viaggia aggrappata alle onde per non morire? No, niente di tutto questo è normale e Riace ha sempre deciso di schierarsi al fianco dei più deboli.»

Mimmo, l’uomo che ho avuto l’onore di incontrare al termine del cammino che in trentacinque giorni ha stravolto la mia vita. Quando l’ho incontrato, nello scorso novembre, era alle prese con un periodo complicato, ma aveva già scelto di non mollare e, ancora oggi, continua con umiltà a portare avanti la sua missione, nonostante i colpi inflitti dallo Stato.

Questo nuovo inizio è caratterizzato dalle mie continue scoperte e rinascite, partendo sempre dall’ammissione degli errori di un passato troppo vicino in cui credevo realmente di essere “arrivato”.
Ma arrivato dove? Qual è la via da intraprendere per “arrivare”?

Io sto semplicemente cercando di capire me stesso nel più profondo, aprendomi a quello che quotidianamente accade. Mi accorgo di avere una bella responsabilità, ma questa è la vita che ho scelto. Al resto potrà soltanto provvedere Dio.

Stefano Lotumolo
In viaggio dal 2015, con l'obbiettivo di stare in contatto col mondo.
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1 Comments

  1. Vicente

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