“Era genuina, vera, sincera, calda, umanamente intelligente, generosa.

 Presto la Mamma divenne per me non soltanto una persona, ma un mondo al quale io sentivo di appartenere. Perché lei era tutto.

Primo, costituiva una certezza attorno alla quale tutto girava, un senso di sicurezza. È stata quello che Tagore, il grande poeta bengalese, è riuscito così bene a descrivere, il palo al quale l’elefante si fa legare con un filo di seta. Se l’elefante tira uno strattone può scappare quando vuole, ma non lo tira. Ha scelto di essere legato a quel palo, con un filo di seta. Questa scelta io l’ho fatta che ero giovanissimo, avevo diciotto anni, e questa scelta è stata il grande punto fermo della mia vita.

La Mamma è stata per me una grande compagna, compagna proprio di viaggio. Una grande amica, consigliera, partner di tutto. Non ti puoi immaginare, figlio mio, le ore, le giornate, i mesi – se metti tutto assieme – che tua madre e io abbiamo passato a chiacchierare a letto prima di addormentarci; a chiacchierare di voi figli, dei problemi, del mondo, della vita.

 E come la si riconosce una persona così?

 Non la si riconosce. Senti che non c’è alternativa.”

 

È una giornata strana. Ci sono state molte notizie che mi hanno dato da pensare.

È una giornata strana. Perché avrei voluto parlare di alcune cose che mi hanno fatto incavolare questa mattina. Mi sono svegliato con la notizia che sono stati chiesti 7 anni e 11 mesi di reclusione a Mimmo Lucano…

È una giornata strana. Ieri ero felice dei salvataggi nel mediterraneo della Sea-eye 4, ma come sempre, adesso, con 400 esseri umani salvati dalle onde, hanno difficoltà nel trovare un porto idoneo allo sbarco. E l’Europa continua a guardare…

È una giornata strana. Punto.

 

Allora ho deciso di pensare diversamente e mi sono ricordato delle parole di Tiziano Terzani, quelle con cui ho iniziato a scrivere questo articolo. Le ho incontrate ieri sera mentre continuavo la lettura di Redux, un racconto pubblicato gratuitamente da Folco Terzani per Natale, in cui dialoga con suo padre riprendendo gli avvenimenti più importanti della sua incredibile vita. Leggendo le parole rivolte ad Angela, la sua compagna di sempre, mi sono semplicemente rivisto. Quando ha detto: Non la si riconosce. Senti che non c’è alternativa, il mio cuore ha sussultato, perché da quando ho incontrato Ludovica… non c’è alternativa a lei!

 

Voglio condividere con voi un piccolo estratto del nuovo libro Il Cammino del Bene. Venerdì sarà finalmente online e potrà passare dal mio cuore alle vostre mani.

Di seguito il breve racconto della nostra prima notte insieme…

 

“Quando ho incontrato Ludovica, la mia vita è cambiata radicalmente… ricordo benissimo la prima notte insieme, in quel lontano, ma non troppo, 25 aprile 2018. Eravamo a Livorno, precisamente a Calafuria, sudati e appiccicati nel piccolo van: il Wolkswagen Mokhita. Poco prima di addormentarci ci siamo guardati negli occhi e il mondo intorno a noi si è fermato. Accarezzandole l’anima con la voce ho sussurrato dolcemente bentornata.

Quella sera abbiamo percepito la forte sensazione di aver vissuto esistenze precedenti insieme: è stato tutto così immediato, abbagliante, per certi versi inspiegabile. Da lì niente è mai più stato come prima.”

 

Sono fortunato, ci siamo ritrovati anche in questa esistenza.

Quindi, nonostante oggi sia una giornata strana, che mi porta ad avere i pensieri più discordanti, voglio condividere con voi l’unica cosa che può realmente cambiare il mondo amici miei: L’AMORE. Amo questa vita, sono grato di avere l’opportunità di fare ciò che mi rende felice ogni santo giorno.

Ho passato tutto l’inverno in un letto a scrivere, ho capito che in quel momento avrei potuto essere utile in un modo soltanto, attraverso la mia testimonianza.

Per questo sono felice di ciò che stiamo per pubblicare, perché sono stato onesto con me stesso e con tutte le persone che mi circondano, e quando si è stati onesti, non si ha niente da temere, vada come vada…